Eccezionalmente,
solo per questa settimana, ho deciso di pubblicare un articolo interamente in
italiano anziché in inglese, poiché i contenuti che seguono sono rivolti essenzialmente agli
italiani.
Mi
rattrista profondamente comunicarvi che un giornale così autorevole quale Il Sole 24 Ore abbia deciso di
pubblicare, assieme ai suoi articoli, un nuovo corso d'inglese presentato dal
comico John Peter Sloan, personaggio oramai molto noto in Italia. Sono alquanto dispiaciuto poiché, come ho già ribadito in un altro mio post, Mr Sloan non è, a mio avviso, la persona adatta per insegnare inglese agli italiani. Ciò si evince chiaramente dai suoi video postati in Internet: molte delle affermazioni che fa riguardo la lingua inglese e la sua pronuncia risultano
infatti false o solo in parte corrette.
In
uno di questi nuovi clip pubblicati recentemente sul sito del Sole 24 Ore, Sloan afferma che la r in parole come more o horse "non si [sic] legge mai". Questa,
ovviamente, è un'affermazione completamente errata in quanto
esistono accenti molto conosciuti nel mondo (americano, irlandese, scozzese,
ecc.) in cui la pronuncia della r dopo un suono vocalico è considerata del tutto
standard. Sapevate che, per esempio, il non pronunciare la r in car
in americano è per molti nativi degli USA sinonimo di ignoranza? Inoltre, ci
sono accenti anche in Inghilterra in cui la pronuncia della r postvocalica è una caratteristica
fondamentale dell'inglese parlato: ascoltate, per esempio, l'inglese del West
Country, ovvero quello del sud-ovest dell'Inghilterra. Anche nello standard britannico si sente, a volte, pronunciare la r prima di una consonante a seguito dell'elisione di una vocale debole: carol, kærl anziché ˈkærəl. In una parola come bar, per esempio, lo standard britannico ammette la r solo se questa è seguita da una parola
che inizia per vocale: è curioso notare che in uno dei tre video linkati sopra
Sloan pronunci proprio questa parola con la r
finale! Molto meglio sarebbe stato da parte del comico fornire esempi d'inglese britannico standard in cui troviamo il suono r nella pronuncia senza che una r compaia nello spelling. (Leggete il mio post sul fenomeno dell'r-intrusion.)
Affermare
che small si pronuncia con la s sorda iniziale (come in sole, per esempio), mi sta bene, ma questo
non è altro che un dettaglio quasi del tutto inutile per i lettori dei libri di Sloan che credo siano in maggioranza principianti. Nessun madrelingua inglese,
infatti, scambierà mai la parola small
per un'altra solo perché questa può venire pronunciata dagli italiani con una s sonora invece che sorda! Ci sono
tantissimi altri aspetti della pronuncia inglese molto più rilevanti che gli italiani sono invitati a conoscere se si vuole parlare con e capire bene i
nativi. Inoltre, fornire news-stand ('edicola')
come esempio in cui la prima s è
sonora (come all'inizio di sbaglio) e
la seconda è sorda (come in sole), è
una scelta che definirei nuovamente errata, poiché per molti nativi, nella catena parlata, spesso la prima s
diventa sorda per effetto della presenza della seconda. Questo fenomeno prende il nome di assimilazione ed è comune in ogni lingua. Si può notare un'assimilazione anche nella parola newspaper dove per alcuni parlanti la s è sempre sonora,
per altri è sempre sorda; per altri ancora può variare (cf. Longman Pronunciation Dictionary,
p. 540).
E
che dire dell'acca? Non c'è bisogno di un fonetista dell'inglese quale è
il sottoscritto per sottolineare che non è assolutamente vero che ogni volta che
compare un'acca nello spelling inglese la si debba 'pronunciare'. Come saprete,
ci sono parole, essenzialmente di derivazione francese, che nell'ortografia
contengono un'acca ma questa non viene mai pronunciata (honest, hour, heir, ecc.). In alcune - hotel è un caso - la pronuncia dell'acca
è variabile. In altre, invece, dipende dal tipo di accento che si parla: nella
parola herb l'acca si pronuncia in
inglese britannico standard ma non di norma in quello americano (cf. Longman Pronunciation Dictionary, p. 375).
Altre parole come has, have, him, her, ecc., possono 'perdere
l'acca' nel discorso parlato e diventare quasi del tutto incomprensibili per
coloro che sono abituati a pronunciarle (e a 'sentirle'!) con il suono h.
Infine, basta recarsi a Londra o nelle altre grandi città dell'Inghilterra per scoprire che molti inglesi non pronunciano
regolarmente l'acca dove 'la norma' vorrebbe lo si facesse.
Un'ultima nota, poi, riguardo l'aggettivo fastidious
('meticoloso') che in uno dei video Sloan definisce come "non negativo in
inglese". Basta aprire l'Oxford Advanced Learner's Dictionary (2011; OUP) per leggere che il termine citato
sopra può essere "sometimes disapproving" (p. 577), cioè 'può
esprimere a volte disapprovazione'.
Quanto sottolineato fin qui riguardo gli insegnamenti di John dovrebbe farci riflettere profondamente. Perché gli italiani persistono nel comperare i suoi libri/corsi? Forse perché Mr Sloan è madrelingua e quindi più 'affidabile' di molti altri insegnanti di lingua che non lo sono? Può darsi. Ma vorrei invitare i miei lettori a considerare il fatto che essere madrelingua non significa per forza conoscere accuratamente la propria lingua, saperla analizzare, o riuscire a spiegare le sue caratteristiche in modo comprensibile, dettagliato, e veritiero. C'è bisogno, come in ogni campo, di una profonda preparazione e tanto studio. In aggiunta, operare delle 'semplificazioni linguistiche' in ambito didattico, come quelle che sembra siano state attuate dal nostro comico nelle proprie pubblicazioni, è accettabile, specialmente quando gli studenti ai quali sono rivolti gli insegnamenti di una lingua risultano essere in maggioranza principianti. Ma è intollerabile pensare che per 'semplificare' le complicatezze dell'inglese si arrivi a fornire informazioni poco chiare, fuorvianti, scadenti, o addirittura fasulle.
Non metto certo in dubbio la bravura di Sloan comico; piuttosto chiedo agli italiani di prestare maggior attenzione alle attrattive della pubblicità e del commercio. La vendita di tante copie di libri o corsi di lingua come quelli prodotti da Mr Sloan non implica per forza che gli stessi siano di qualità. Be careful!
AGGIORNAMENTO (11/03/2018) John Peter Sloan ha da poco pubblicato un video in cui spiega la pronuncia di alcuni suoni dell'inglese britannico standard. Tra questi c'è quello che lui chiama 'il fiorellino', ovvero lo schwa (corrispondente al simbolo
/ə/ dell’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA)). Lo chiama ‘fiorellino’ perché
secondo lui i bambini formano una sorta di fiore con la bocca quando
pronunciano /ə/ — ovvero arrotondano le labbra nell’articolare lo schwa. Questo
è completamente errato! Lo schwa nella pronuncia standard britannica è una
vocale centrale articolata con le labbra in posizione neutra, cioè non
arrotondate: vedi, per esempio, Gimson’s Pronunciation of English di Alan Cruttenden, Routledge (2014), pp. 137-139.
(In alcuni accenti inglesi regionali e, per esempio, in australiano, lo schwa
può risultare invece arrotondato.) Il simbolo che ha scelto quindi è, ahimè,
del tutto inutile. Si può notare infatti come lo stesso comico arrotondi le
labbra nell’articolare il suono in isolamento (sbagliando!), e come poi, nel
fornire esempi e nell’esprimersi più naturalmente, non lo faccia affatto.
Nell’espressione
a cup of tea, infine, non c’è alcuno
schwa in cup nella pronuncia
britannica standard: il fonema vocalico in questo caso è solitamente
rappresentato dal simbolo /ʌ/. John crede ci sia /ə/ in cup perché nell’inglese regionale delle Midlands e del nord dell’Inghilterra
i nativi utilizzano /ə/ oppure /ʊ/, come in FOOT, o una vocale intermedia, in
tutte le parole che nello standard hanno /ʌ/. Non è un caso che John provenga
da Birmingham, città dove si parla uno degli accenti regionali considerato tra
i più ‘sgradevoli’, meno ‘autorevoli’ e meno ‘prestigiosi’ dagli inglesi,
secondo le statistiche riportate dalla letteratura scientifica (Giles, H.
(1970), ‘Evaluative Reactions to Accent’, Educational
Review).
Per
descrivere ed insegnare la pronuncia della propria lingua, non basta essere
madrelingua. Fonetisti non ci si improvvisa.